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I fondamentali: la teoria della mente

  • 13 giu 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 19 set 2024

Cos'è la teoria della mente? Quali implicazioni ha nelle relazioni con gli altri?


In psicologia per riferirsi alla capacità di attribuire stati mentali a sé e agli altri si parla di Teoria della mente. In effetti, si tratta di una teoria che si formula per dare un significato ai comportamenti propri e altrui, associandoli a determinate cognizioni, emozioni e desideri. Si tratta di ciò che facciamo abitualmente per spiegarci le interazioni quotidiane.


Traiettorie evolutive

Già nei primissimi mesi di vita si può assistere all'emergere di segnali di Teoria della Mente, i cosiddetti precursori. In particolare:


  • imitazione (dalle prime ore di vita): l'imitazione dei movimenti facciali eseguiti dagli adulti implica la percezione di caratteristiche simili tra il proprio e altrui corpo e la condivisione di sensazioni propriocettive;

  • attenzione condivisa (dai 6 mesi): è la capacità di coordinare con il partner sociale l'attenzione rivolta ad un oggetto, implicando quindi la comprensione dell'intento comunicativo dello sguardo diretto nella stessa direzione;

  • gesti comunicativi con funzione dichiarativa (dai 12-18 mesi): sono gesti messi in atto dal bimbo per richiamare l'attenzione dell'adulto (es. indicazione con l'indice o pointing) che implicano la consapevolezza del fatto che l'adulto è una persona dotata di stati mentali influenzabili;

  • giochi di finzione (dai 15-16 mesi): le attività ludiche del "far finta che", come bere il te da una tazzina vuota, sono importanti precursori della ToM.

Ci sono casi in cui tali precursori non si presentano o evolvono secondo una traiettoria atipica di sviluppo, comportando difficoltà nella comprensione degli stati mentali altrui. Ne sono esempio i bimbi con disturbo della spettro autistico o bimbi che hanno subito maltrattamenti.

La Teoria della Mente nelle relazioni quotidiane

Il concetto riveste un'importante funzione adattiva per la persona nel ciclo di vita, in quanto rende il comportamento altrui comprensibile e prevedibile.

Un esempio concreto: quando ci si sta muovendo in macchina e si arriva ad una rotonda, oltre alla conoscenza dei segnali stradali e delle precedenze, ci si affida alla teoria della mente, guardando gli altri guidatori per prevedere il loro comportamento (si fermeranno o partiranno?) ed evitare incidenti.

Più adattivo di così!


Ci sono naturalmente differenze individuali nel possesso della Teoria della mente, legate allo sviluppo delle funzioni esecutive (memoria di lavoro, shifting attentivo) e alle esperienze nell'ambiente familiare (come il coinvolgimento in compiti di attenzione condivisa e la lettura di storie per immedesimarsi nei personaggi).

Tali differenze individuali nella ToM implicano un diverso grado di adattamento sociale, legato a differenti capacità di avviare e mantenere le relazioni sociali.


Quali attività per migliorare la Teoria della Mente

Tra le attività che possono aiutare la persona a migliorare la comprensione degli stati cognitivi e affettivi propri e altrui si evidenziano:

- Teatro: la drammatizzazione consiste nel mettersi nei panni dell'altro;

- Conversazione su contenuti mentali: conversare in piccoli gruppi sulle multiple interpretazioni di un evento accaduto, soffermandosi sulle diverse conseguenze emotive che esso può avere sulle persone, aiuta ad esercitare la ToM;

- Lettura continuativa: anche se mancano evidenze longitudinali, è stata evidenziata una correlazione significativa tra attività continua di lettura e teoria della mente.


In conclusione

Quotidianamente attribuiamo intenzioni e significati ai gesti ed alle parole altrui grazie ad una Teoria della Mente, la quale ci aiuta a comprendere l'altro e ad anticipare eventuali sue reazioni ai nostri comportamenti. Senza la ToM riusciremmo a distinguere un abbraccio da un'aggressione, ma non ne capiremmo l'intenzione e le emozioni che ne stanno alla base.

Per questo, quanto più è funzionante la Teoria della mente, tanto più è funzionale la competenza sociale, ossia stiamo bene nella relazione con l'altro.

Per approfondire

Baron-Cohen, Leslie e Frith (1985). Does the autistic child have a "theory of mind"?. Cognition, 21, 64-75.


Lecce, S., Bianco, F., Devine, R. T., Hughes, C., e Banerjee, R. (2014). Promoting theory of mind during middle childhood: A training program. Journal of experimental child psychology, 126, 52-67.


Santrock J.W. (2012). Psicologia dello sviluppo, II edizione. McGraw-Hill.

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