Alta sensibilità
- 6 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 19 set 2024
C'è chi è introverso e chi è estroverso. E poi c'è chi è (anche) altamente sensibile.

"Povero Vincent, sentiva troppo." dal film Loving Vincent
Secondo le ricerche, il 20% delle persone che vivono nel mondo ha un tratto genetico che le rende più sensibili agli stimoli interni ed esterni, più propense ad entrare in empatia con gli altri e più soggette alla sovrastimolazione. Questo tratto è stato studiato per la prima volta nel 1991 dalla dott.ssa Elaine Aron e dal coniuge, che lo definirono “High Sensitivity”, cioè Alta Sensibilità.
Dal momento che 1 persona su 5 presenta queste caratteristiche, e vista la scarsa informazione sul tema, può essere utile capire questo tratto per relazionarsi al meglio con se stessi e con gli altri.
Alta sensibilità: quali segnali?
Secondo i coniugi Aron, è possibile far riferimento all’acronimo D.O.E.S. per poter definire le principali caratteristiche associate al tratto dell’alta sensibilità. In particolare:
D (Depth of processing) = processamento più profondo delle informazioni e dei messaggi verbali e non verbali di una conversazione.
O (Overarousability)= sovrastimolazione dovuta all’associazione tra una più bassa soglia di attivazione neuronale ed un processamento profondo di qualsiasi stimolo che si riceve.
E (Emotional responsiveness/Empathy)= connessione emotiva facilmente raggiunta con qualsiasi persona, conosciuta e non, reale e immaginaria (es. personaggi di libri, film, serie tv).
S (Sensitive to subtle stimuli)= percezione di dettagli sottili dell’ambiente che si collega ad una raffinata capacità di osservazione.
“Dovete imparare tutto sulla vostra sensibilità. Sarà un ostacolo o una scusa solo se le permetterete di esserlo.” (Elaine Aron)
Le differenze neurali nei PAS
Dagli anni ‘90 ad oggi gli studi sul tema si sono aggiornati, evidenziando anche differenze a livello neurale, che confermano le caratteristiche sopra descritte. Le immagini di neuroimaging, infatti, mostrano una maggiore attivazione nelle persone altamente sensibili delle aree cerebrali responsabili della risposta emotiva (insula e giro cingolato) e della costruzione del significato emotivo (giro mediale tegmentale).
In conclusione
Ognuno di noi, nella propria storia personale, ha incontrato persone a cui può attribuire queste caratteristiche o ha esperito tale caratteristiche in prima persona. Considerando che si tratta di un modo di essere al mondo e di interpretarlo, comune ad altre specie animali, è fondamentale riconoscere che:
Non è una malattia, un disturbo o una stranezza,
E’ un tratto genetico di personalità, una parte della persona, una caratteristica.
Come orchidee, le persone altamente sensibili hanno bisogno di un terreno fertile e condizioni adeguate per la loro crescita. Infatti, il tipo di seme che affonda nel terreno è solo uno dei fattori di sviluppo. Contano anche la qualità del suolo, l'acqua e il sole a cui sarà esposto.
Pratichiamo la gentilezza, sempre.
Per approfondire
Acevedo, B. P., Aron, E. N., Aron, A., Sangster, M. D., Collins, N., & Brown, L. L. (2014). The highly sensitive brain: an fMRI study of sensory processing sensitivity and response to others' emotions. Brain and behavior, 4(4), 580-594.
Lionetti, F., Aron, A., Aron, E. N., Burns, G. L., Jagiellowicz, J., & Pluess, M. (2018). Dandelions, tulips and orchids: Evidence for the existence of low-sensitive, medium-sensitive and high-sensitive individuals. Translational psychiatry, 8(1), 1-11.



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